Cari amici del Comitato,
come molti di voi sanno, la nostra amica Valentina si trova da quasi 2 mesi in Guinea Bissau presso il Distretto Sanitario di Nhacra Teda, prestando servizio volontario come ostetrica a fianco di Suor Valeria.
Le abbiamo chiesto di inviarci un aggiornamento sulla sua attività, e ci siamo commossi a tal punto che vogliamo condividere con voi le sue parole.
E’ meraviglioso per noi avere un contatto diretto con una realtà che sosteniamo da anni, e ci dà grande soddisfazione sapere che il nostro e il vostro aiuto è reale e tangibile.
Grazie Valentina, e grazie a voi che avete reso possibile tutto ciò.

Buone vacanze a tutti,

Ci vediamo a Settembre!!

Fare un piccolo resoconto di quello che ho fatto e specialmente provato in questo tempo non è facile perché le parole sembrano scontate. Sono partita per rispondere ad un desiderio di dono che da molto tempo avevo dentro di me ma a cui però non ho mai dato risposta in maniera completa. Nella mia testa e nel mio cuore c’era una vocina che parlava di terra rossa, di orizzonte lontano, di musica di tamburi e di pelle nera. Adesso sono qui, in Africa, ed ho scoperto tante altre semplici cose che fanno parte di questa terra: occhi profondi il cui sguardo alle volte è difficile da sostenere, piedi di bambini perennemente scalzi o in scarpe troppo piccole o troppo grandi per i loro passi, una accoglienza che non passa dalle parole (ancora con la lingua non ci siamo!). Non dico di non avere difficoltà, anzi alle volte ci sono delle logiche di questa società che trovo davvero difficili da comprendere, ma sto cercando di accogliere tutto con benevolenza, curiosità e rispetto. Nella mia scoperta di questo piccolo pezzo di terra africana si inserisce Suor Valeria, compagna di lavoro ma soprattutto di viaggio, che mi sta accompagnando tenendo sempre il giusto equilibrio tra vicinanza e lontananza. È veramente strabiliante vedere con quanta forza e allo stesso tempo calma riesca a portare avanti questa missione che è molto bella ed importante ma altrettanto impegnativa in termini di lavoro e di fatica. É dedicata a questo popolo totalmente con una gioia ed una felicità assolutamente contagiose. Come dice lei: ” non posso dire di sentirmi stanca perché la mia vita ha un obiettivo e segue un ideale”. Questo suo pensiero mi si è tatuato sulla pelle e, seguendo il suo esempio, lavoriamo tutti i giorni sempre con rinnovato vigore ed è un bene perché qui il lavoro non manca! Il lavoro all’interno dell’ospedale e dei vari ambulatori procede a pieno ritmo con una affluenza che sembra sempre maggiore, tanto che abbiamo iniziato anche a dare ospitalità a quelle persone con patologie o condizioni più gravi che necessitano di maggiore osservazione. In tutti questi servizi si inserisce anche la maternità e la sua attività di assistenza al parto che sta iniziando adesso il suo cammino ma che sono sicura diventerà un punto di riferimento. L’affluenza è ancora altalenante anche se solo la scorsa settimana abbiamo avuto 11 parti; alcuni più complicati altri meno. Sono affascinata dalla cultura della nascita perché sono convinta che il modo di venire al mondo dica molto della società a cui ci si avvicina. Sicuramente il parto è un momento molto importante per questa società che preferisce viverlo nell’ intimità e nella tradizione della tabanca piuttosto che affidarsi alla struttura sanitaria e qui arrivano generalmente quando hanno qualche difficoltà a partorire a casa. Da qui nasce la mia ambivalenza di sentimenti nei confronti di questo costume perché da un lato credo sia fondamentale rispettare le tradizioni di un popolo perché mantengano la loro identità ma dall’altro penso alle condizioni igieniche e sanitarie delle tabanche e a quanti bambini e a quante mamme si potrebbero salvare se assistite in da persone competenti. Come ho detto questa esperienza mi sta coinvolgendo completamente, spingendomi anche a farmi sempre nuove domande. Come ostetrica il mio lavoro si svolge principalmente nella maternità o comunque a supporto di mamme e bambini, ma appena ho un po’ di tempo libero mi intrufolo in qualche altro servizio o mi riposo un po’ facendo due chiacchiere con i ragazzi che lavorano qui (tutti dei santi che ascoltano con pazienza i miei tentativi di comunicazione estremamente maccheronica tra portoghese, creolo, italiano e l’internazionale lingua dei segni). Qui stiamo davvero bene, le cose assumono davvero un significato diverso ed è tangibile quanto l’impegno ed il lavoro, anche piccolo, si concretizzino in strumenti utili alla vita di tutti. Vi mando un bacio ed un abbraccio grande.

Valentina