Cari amici,
siamo da poco rientrati dal nostro viaggio in Guinea Bissau e sentiamo il desiderio di condividere con tutti voi la nostra esperienza.
Non è facile descrivere a parole semplici quello che abbiamo visto e vissuto in questi 15 giorni, perchè siamo stati catapultati ancora una volta in un mondo magnifico e complesso, tanto lontano dalla nostra realtà quotidiana. L’accoglienza ricevuta a Quilele, paese poco distante da Bissau, è stata da subito molto calorosa. Le suore ci hanno fatto sentire da subito parte di una grande famiglia.
La mattina dopo il nostro arrivo ci siamo diretti verso Nhacra, attraversando quei 30 chilometri che Suor Valeria percorre ogni giorno da un anno, seguendo una strada in parte sterrata e senza indicazioni stradali, se non un grande albero di Caju come crocevia.
Fino a quel giorno avevamo seguito dall’Italia i lavori per la costruzione del distretto sanitario attraverso le foto e l’assidua corrispondenza di Suor Valeria, e non avevamo idea di cosa ci saremmo trovati davanti. Quando finalmente la strada si è aperta e come un’oasi nel deserto, immerso in una giungla di manghi, caju, banani, baobab e palme di cocco, è apparso il distretto, siamo stati afferrati da una grande emozione. Amici, parenti, associazioni, istituzioni, tutto questo è stato possibile grazie a voi, al vostro entusiasmo!
Davanti all’ingresso c’era già una lunga fila di persone che aspettavano di essere visitate, soprattutto donne incinta e bambini. Ci siamo subito messi al lavoro: Walter, poco avvezzo all’ambiente ospedaliero, si è occupato di aiutare Papa con i lavori di termoidraulica e muratura, perchè nonostante il distretto sia quasi completato,
l’emergenza sanitaria ha forzato l’inizio delle attività di soccorso e cura già da un anno e sono necessarie ulteriori migliorie. L’ospedale è quasi vuoto, solo qualche letto e due secchi vuoti capovolti su cui sedersi, in quella che per adesso è la stanza adibita ad ambulatorio medicazioni.
Io invece ho affiancato Suor Valeria in tutte le sue attività di assistenza quotidiana: abbiamo fatto accomodare le persone in fila in una grande sala d’attesa,  in cui ogni giorno aspettano di essere pesate, misurate e registrate negli appositi registri della salute, per poi essere visitate.
Attualmente sono attivi 5 ambulatori: il primo è quello pediatrico, dove vengono seguiti i bambini denutriti che entrano nel programma di aiuti alimentari dell’Unicef. Poi c’è l’ambulatorio pre-parto, quello delle visite mediche per adulti, l’ambulatorio per i malati di Aids e un ultimo dedicato alle medicazioni, aperto due volte alla settimana.
Ad oggi il distretto sanitario ha già ricevuto la visita del Ministro della Salute della Guinea Bissau, che ha riconosciuto e approvato il nuovo servizio. Lo stato collabora  inviando personale medico ed infermieristico e tecnico qualificato, coprendo per l’80% gli stipendi del personale. Il restante 20% rimarrà a carico della missione.
Lavoravamo tanto, e quando tornavamo a casa, nel buio delle strade non coperte dalla corrente elettrica, ci sentivamo stanchi ma contenti, orgogliosi di aver condiviso esperienze anche dolorose con un popolo che nonostante tutto ha mantenuto una fierezza e una dignità che è difficile da trovare nel nostro paese.
E’ di fondamentale importanza conoscere la realtà guineiana nella sua interezza per poter comprendere i meccanismi che regolano la vita quotidiana delle persone.
Sappiamo che è un paese con insormontabili difficoltà economiche e spesso pensiamo che l’assistenzialismo e la solidarietà dell’occidente servano esclusivamente a tappare i buchi di un sistema economico difettoso, vittima di meccanismi complessi di cui neanche noi  riusciamo a comprendere bene il funzionamento.
Il progetto del distretto sanitario di Nhacra Teda, in questo contesto, sembra essere una goccia in un oceano. Quello che io e Walter abbiamo trovato nel nostro viaggio (e in quello precedente) è stata una fortissima energia e collaborazione da parte di tutte le persone coinvolte nel progetto. Suor Valeria , Mutaro, Mariana, Clodis, Graziano, lavorano tutti i giorni a stretto contatto con malattie terribili senza mai perdere il sorriso e la voglia di fare, solo per il bene del prossimo e portando avanti una missione importante: quella di far sopravvivere le persone affinchè un giorno queste stesse riescano a cambiare le sorti del loro paese. Guarire,
curare, educare, rendere consapevole un popolo che ha tanto da regalarci: i colori, il profumo della terra, i sorrisi dei bambini, il dignitoso silenzio e la pazienza della gente si trasformano da gocce a fiumi in piena, e sono le cose che io e Walter porteremo per sempre dentro di noi e che ci scalderanno i cuori ancora per molto tempo.
Sono stati fatti tanti progressi da quando il progetto del distretto sanitario di Nhacra Teda ha esordito due anni fa, e il sostegno di tutti gli amici del Comitato in Bianco e Nero è stato di fondamentale importanza. Non finiremo mai di ringraziarvi per l’entusiasmo e la partecipazione dimostrataci nel corso degli anni, e siamo sicuri che il nostro percorso andrà avanti ancora per molto tempo.
Per questo vi chiediamo di aiutarci ancora una volta e di completare finalmente il distretto attraverso la donazione di tutte le cose che ancora mancano: il prossimo passo vedrà il completamento dei due appartamenti
adiacenti al nucleo principale, uno dedicato ai volontari ed ai medici che vorranno contribuire alla missione e uno destinato alle guardie. In futuro sarà necessario anche trovare un alloggio per le suore, che ad oggi percorrono tutti i giorni un’ora di strada per recarsi al distretto.
Verso la metà di Febbraio partirà un nuovo container per Nhacra, vi aggiorneremo quanto prima sui materiali e i luoghi di raccolta.

Grazie ancora a tutti voi!

Michela e Walter

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16 gennaio 2017 – Di ritorno da Nhacra…

Un pensiero su “16 gennaio 2017 – Di ritorno da Nhacra…

  • 17 gennaio 2017 alle 11:33
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    Una persona cosa può mai dire davanti a tanta bellezza e umiltà e umanità !!! Pensa se al mondo ci fossero tante Mich e Walter! Tanti tanti Complimenti ragazzi!!!

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